07 Marzo 2025

Dermatite atopica e sole: come comportarsi e consigli

raggi UV possono avere un effetto benefico su alcune forme di eczema, ma il calore e la sudorazione tendono ad aggravare la secchezza cutanea e il prurito, aumentando il rischio di irritazioni. Inoltre, la pelle affetta da dermatite atopica è particolarmente sensibile a molti fattori esterni, inclusi alcuni ingredienti presenti nei solari e sostanze che possono amplificare la reattività ai raggi UV.

Proteggere la pelle in modo adeguato è fondamentale per evitare peggioramenti e favorire il benessere cutaneo. Dalla scelta della protezione solare più adatta ai consigli pratici per ridurre l’impatto del sole sulla pelle sensibile, esistono sistemi efficaci per affrontare la stagione calda senza compromettere l’equilibrio della cute. Conoscere le caratteristiche della propria pelle e adottare alcuni comportamenti specifici aiuta a vivere l’estate con maggiore sicurezza e comfort.

L’effetto del sole sulla pelle con eczema: benefici e rischi

L’interazione tra eczema ed esposizione solare è un fenomeno complesso che può variare notevolmente da individuo a individuo. In alcune persone, soprattutto nei casi di dermatite da contatto o eczema discoide, l’esposizione controllata al sole può favorire un miglioramento temporaneo dei sintomi, grazie alle proprietà antinfiammatorie della luce UV. Questa apparente tregua però non è universale e, per molti, il sole rappresenta un fattore di peggioramento della condizione cutanea.

Il calore estivo intensifica la sudorazione, un elemento spesso problematico per la pelle atopica: sudore, infatti, può alterare il pH cutaneo, aumentando irritazione, prurito e possibili riacutizzazioni dell’eczema. Inoltre, l’azione combinata dei raggi UV con il vento, la salsedine o il cloro delle piscine contribuisce a seccare ulteriormente la pelle, rendendo necessaria una costante idratazione.

Un ulteriore aspetto da considerare è l’ipersensibilità ai raggi solari. Sebbene sia un fenomeno raro, alcune persone sviluppano una forma di eczema fotosensibile, in cui l’esposizione ai raggi UV scatena direttamente un’infiammazione cutanea. Questo tipo di reazione può essere amplificato dall’uso di determinati farmaci o dalla presenza di sostanze fotosensibilizzanti, come alcuni profumi o ingredienti cosmetici.

Fotosensibilità: quando il sole scatena o peggiora l’eczema

Generalmente, il sole è considerato un alleato della pelle, ma in alcuni casi può diventare un fattore scatenante dell’eczema. La fotosensibilità è una condizione in cui l’esposizione ai raggi UV provoca o aggrava l’infiammazione cutanea, manifestandosi con arrossamentiprurito e desquamazione. Questa reazione può essere immediata o comparire alcune ore dopo l’esposizione al sole, rendendone difficile l’individuazione senza un’osservazione attenta dei sintomi.

Oltre alla predisposizione individuale, diversi elementi possono aumentare la sensibilità della pelle alla luce solare. Alcuni farmaci, tra cui antibiotici, antinfiammatori e diuretici, possono rendere l’epidermide più vulnerabile ai raggi UV, amplificando le reazioni cutanee. Anche il contatto con piante fotosensibilizzanti, profumi o sostanze chimiche presenti in determinati cosmetici può intensificare la risposta infiammatoria della pelle esposta al sole.

Una gestione mirata della fotosensibilità è fondamentale per ridurre il rischio di riacutizzazioni dell’eczema. Evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde, utilizzare indumenti protettivi e scegliere con attenzione i prodotti applicati sulla pelle sono strategie essenziali per ridurre l’impatto negativo dei raggi solari. Inoltre, in caso di reazioni anomale dopo il contatto con la luce solare, è consigliabile consultare uno specialista per individuare eventuali fattori scatenanti nascosti e adottare un piano di protezione su misura.

Come proteggere la pelle atopica dal sole

La pelle affetta da dermatite atopica richiede una protezione solare specifica, dato che la sua barriera cutanea compromessa la rende più suscettibile agli effetti nocivi dei raggi UV e agli agenti esterni. La chiave per una protezione efficace è combinare diverse strategie, evitando di affidarsi esclusivamente ai filtri solari.

L’uso di indumenti leggeri ma coprenti, preferibilmente realizzati in tessuti traspiranti come il cotone, aiuta a schermare la pelle senza intrappolare il calore eccessivo. Cappelli a tesa larga e occhiali da sole forniscono una protezione aggiuntiva, riducendo l’impatto diretto dei raggi solari su viso e collo. Trascorrere le ore più calde della giornata in aree ombreggiate, soprattutto tra le 11:00 e le 15:00, può ridurre significativamente l’esposizione ai raggi più intensi.

La scelta del filtro solare è altrettanto importante: è consigliabile optare per creme con una protezione elevata, almeno SPF30, e con un’azione ad ampio spettro contro UVA e UVB. Per minimizzare le reazioni cutanee, le formulazioni prive di profumi e coloranti sono generalmente meglio tollerate. Anche il metodo di applicazione è fondamentale: uno strato uniforme deve essere distribuito con delicatezza, senza strofinare eccessivamente per evitare micro-irritazioni.

Infine, una protezione efficace non si limita alla routine estiva, dato che anche nelle stagioni più fredde o durante l’attività sportiva in montagna, la pelle atopica deve essere schermata dall’azione dei raggi UV, che possono essere intensificati dalla riflessione su neve e superfici chiare.