23 Ottobre 2026

Ragadi ai piedi: cause, prevenzione e come scegliere la crema

Le ragadi ai piedi sono piccoli tagli che si aprono nella pelle secca e ispessita, soprattutto sul bordo del tallone. Nella maggior parte dei casi dipendono dalla secchezza cutanea e dalla pressione del peso del corpo, e migliorano con un’idratazione costante, calzature adatte e una crema pensata per la pelle lesionata. Quando sono profonde, sanguinano o compaiono in una persona con diabete o problemi di circolazione, vanno invece valutate da un medico.

Cosa sono le ragadi ai piedi?

Le ragadi ai piedi sono fessurazioni lineari della pelle che si formano quando lo strato più esterno della cute perde acqua ed elasticità e smette di adattarsi ai movimenti e al carico del passo.

Il tallone è la zona più colpita per una ragione meccanica. A ogni passo il cuscinetto adiposo sotto il calcagno si allarga lateralmente, e se il bordo della pelle è secco e indurito si apre invece di distendersi.

Si possono distinguere due livelli di gravità:

  • ragadi superficiali: interessano solo lo strato corneo, sono secche, ruvide e di solito indolori;
  • ragadi profonde: raggiungono il derma, possono fare male quando si cammina e sanguinare, e diventano una via d’ingresso per i germi.

Quali sono le cause delle ragadi ai piedi?

La causa principale è la secchezza della pelle, detta xerosi, unita alla pressione che il peso del corpo esercita sul tallone. Su questa base agiscono diversi fattori che la peggiorano o la rendono più frequente.

Fattori ambientali e abitudini quotidiane. La pianta del piede è particolarmente esposta alla secchezza, perché per restare idratata dipende quasi solo dal sudore. Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Foot and Ankle Research indica tra i fattori di rischio l’esposizione al sole, l’attrito, la bassa umidità dell’aria e l’uso di saponi (Parker et al., 2017). A questi si aggiungono:

  • calzature aperte sul retro, come sandali e ciabatte, che lasciano il tallone libero di espandersi a ogni passo;
  • scarpe consumate o della misura sbagliata, che creano attrito e pressione localizzata;
  • lunghi periodi in piedi, soprattutto su superfici dure;
  • detergenti aggressivi o profumati, che impoveriscono i lipidi naturali della pelle;
  • sovrappeso, che aumenta il carico sul cuscinetto del tallone;
  • età avanzata, perché con gli anni la pelle produce meno sebo e trattiene meno acqua.

Condizioni mediche. In alcuni casi le ragadi sono il segnale di un problema più ampio. Uno studio multicentrico italiano su persone con diabete di tipo 2 ha rilevato secchezza cutanea nell’81% dei pazienti esaminati, con i piedi coinvolti in 9 casi su 10 (Stingeni et al., Acta Dermato-Venereologica, 2021). Possono favorire le ragadi anche l’ipotiroidismo, la psoriasi, l’eczema, le infezioni fungine del piede e i disturbi della circolazione periferica.

Come si manifestano le ragadi ai piedi?

Le ragadi compaiono di solito sul bordo esterno del tallone, preceduto da una zona di pelle spessa, giallastra o grigiastra e dura al tatto. Il quadro tende a peggiorare per gradi se non viene trattato.

  1. pelle secca e ruvida: il tallone appare opaco, desquamato e meno elastico;
  2. ispessimento: si forma uno strato calloso, più rigido della pelle circostante;
  3. fessure superficiali: compaiono linee sottili che si aprono quando il piede è sotto carico;
  4. fessure profonde: i tagli si allargano, possono dare dolore camminando, prurito e piccoli sanguinamenti.

I segni che indicano una possibile infezione sono arrossamento che si estende, gonfiore, calore, secrezione o pus. In presenza di questi segni serve una valutazione medica, come spiegato più avanti.

Come prevenire le ragadi ai piedi?

La prevenzione si basa su tre gesti costanti: lavare il piede con delicatezza, idratarlo subito dopo e proteggerlo con calzature adatte. Le indicazioni che seguono riguardano la cura quotidiana della pelle secca.

Nella cura quotidiana:

  • evitare bagni e docce prolungati e con acqua troppo calda, perché l’acqua calda prolungata asciuga la pelle;
  • usare un detergente delicato e senza profumo, che rispetta i grassi naturali della cute;
  • asciugare tamponando, senza strofinare, con attenzione agli spazi tra le dita;
  • applicare la crema subito dopo il lavaggio, quando la pelle è ancora leggermente umida;
  • ripetere l’applicazione la sera, eventualmente indossando calzini di cotone per la notte.

Nella scelta delle calzature:

  • preferire scarpe chiuse sul tallone, che contengono il cuscinetto adiposo;
  • evitare scarpe consumate o strette, che concentrano la pressione in pochi punti;
  • limitare il tempo a piedi nudi, soprattutto su pavimenti duri.

Sulla pelle ispessita. Una lima o una pietra pomice usate con delicatezza, sulla pelle asciutta e una o due volte a settimana, aiutano a ridurre lo strato calloso. Vanno evitati lame, rasoi e tagli fai da te, e le persone con diabete dovrebbero affidare questo passaggio a un podologo.

Come scegliere la crema per le ragadi ai piedi

La crema giusta dipende dallo stato della pelle. Sulla pelle secca e integra serve soprattutto idratare ed ammorbidire; quando la pelle è già aperta serve una formulazione pensata per le lesioni, che sostenga la riparazione e protegga dai germi.

Differenza tra crema idratante e crema per ragadi?

Una crema idratante restituisce acqua e lipidi alla pelle integra e serve a prevenire. Una crema per ragadi è formulata per la cute già lesionata e accompagna la chiusura delle fessure.

Caratteristica Crema idratante Crema per ragadi
Quando si usa pelle secca, ruvida, senza tagli aperti fessure già presenti, superficiali o più marcate
Obiettivo trattenere l’acqua e mantenere elastica la pelle favorire la riparazione e proteggere la lesione
Ingredienti tipici sostanze che trattengono l’acqua nella pelle integra un ingrediente riparativo come Rigenase e un antisettico come la poliesanide
Uso sulle fessure aperte la formula è pensata per la pelle integra previsto dalla formulazione

Le due creme possono lavorare insieme: quella per ragadi nella fase in cui le fessure sono aperte, quella idratante per mantenere il risultato una volta richiuse.

Quali ingredienti deve contenere una buona crema per ragadi?

Una buona crema per ragadi deve svolgere due compiti: aiutare la pelle a richiudersi e proteggere la fessura finché resta aperta. In etichetta conviene quindi cercare:

  • un ingrediente che sostenga la riparazione dei tessuti, come Rigenase, l’estratto specifico di Triticum vulgare studiato per la gestione delle lesioni cutanee;
  • un antisettico ben tollerato, come la poliesanide, che riduce il rischio che la fessura si contamini senza danneggiare la pelle in via di guarigione;
  • una formula pensata per la pelle lesionata, con un’indicazione d’uso chiara per ragadi, fissurazioni o piccole ferite.

Le creme che associano Rigenase e poliesanide rispondono a entrambi i compiti con un’unica applicazione. Il paragrafo seguente spiega come agisce ciascuno dei due ingredienti.

Crema a base di Rigenase e poliesanide: come agisce?

La crema a base di Rigenase e poliesanide combina un ingrediente riparativo e un antisettico, ed è progettata per la gestione delle lesioni cutanee, come le ragadi.

  • Rigenase è uno specifico estratto acquoso di Triticum vulgare, ricco di oligosaccaridi. Studi di laboratorio ne hanno descritto l’attività antiossidante (Antioxidants, 2018) e la capacità di favorire la migrazione dei cheratinociti, le cellule che richiudono la ferita (Molecules, 2020);
  • la poliesanide (PHMB) è un antisettico ad ampio spettro, attivo su batteri e funghi. Una revisione del Journal of Wound Care la descrive come poco tossica per i tessuti in via di guarigione e senza sviluppo documentato di resistenze batteriche (PubMed, 2023).

In pratica, l’estratto accompagna la ricostruzione della pelle, mentre l’antisettico riduce il rischio che la fessura si contamini.

Qual è la migliore crema per ragadi ai piedi?

La crema migliore è quella adatta allo stadio delle ragadi. Per scegliere si possono usare questi criteri:

  • stadio della pelle: crema idratante se la pelle è solo secca e spessa, crema per lesioni se le fessure sono aperte;
  • indicazione d’uso: l’etichetta deve citare ragadi, fissurazioni o piccole lesioni cutanee;
  • composizione: presenza di un ingrediente riparativo e, sulle fessure aperte, di un antisettico delicato;
  • tollerabilità: formula senza profumi e adatta alla pelle sensibile;
  • costanza d’uso: una texture che si assorbe bene viene applicata più volentieri, ogni giorno.

Crema per ragadi ai piedi in farmacia: quale scegliere?

In farmacia molte creme per ragadi sono registrate come dispositivi medici, riconoscibili dalla marcatura CE e da una destinazione d’uso precisa. Conviene leggere il foglietto illustrativo, verificare che preveda l’applicazione su pelle lesionata e chiedere consiglio al farmacista, segnalando eventuali allergie, il diabete o problemi di circolazione.

Esistono creme specifiche per ragadi profonde?

Ci sono formulazioni pensate per le lesioni cutanee, che associano un ingrediente riparativo a un antisettico. Si applicano sulla fessura pulita e asciutta, seguendo le indicazioni del produttore.

Le ragadi profonde che sanguinano, fanno male camminando o non migliorano in circa due settimane richiedono però una valutazione del medico o del podologo, che può rimuovere in sicurezza la pelle ispessita.

Crema per ragadi ai piedi in farmacia: quale scegliere?

Sulla frequenza ideale del bagnetto le linee guida non sono uniformi. Conta soprattutto la combinazione di durata breve, acqua tiepida, detergente delicato ed emolliente subito dopo. Il pediatra può adattare la frequenza alla stagione e allo stato della pelle.

Posso usare la stessa crema per ragadi ai piedi e alle mani?

Se l’etichetta prevede l’uso sulle lesioni cutanee senza limitarlo a una zona, è possibile usare la crema anche per le mani. Una crema riparativa pensata per le piccole ferite funziona sia sul tallone sia sulle dita screpolate.

Sulle mani, che si lavano più spesso dei piedi, conviene riapplicare la crema dopo ogni lavaggio, sulla pelle pulita e asciutta.

Le creme per ragadi sono sicure?

Le creme per ragadi sono in genere ben tollerate se usate secondo le indicazioni. Alcune precauzioni riducono il rischio di reazioni:

  • leggere l’elenco degli ingredienti, soprattutto in caso di allergie note, ad esempio a estratti vegetali;
  • provare la crema su una piccola zona se si ha la pelle reattiva;
  • sospendere l’uso in caso di bruciore persistente, arrossamento o prurito;
  • non applicarle su ferite infette, gonfie o con secrezione senza parere medico;
  • chiedere al medico in gravidanza, durante l’allattamento e prima di trattare i bambini.

Ragadi ai piedi: quando preoccuparsi e andare dal medico?

La maggior parte delle ragadi migliora in poche settimane con cura costante. Conviene però rivolgersi al medico, al dermatologo o al podologo quando:

  • le fessure sono profonde, sanguinano o rendono doloroso camminare;
  • compaiono segni di infezione, come arrossamento che si allarga, gonfiore, calore, secrezione o pus;
  • non c’è miglioramento dopo due o tre settimane di cura regolare;
  • le ragadi tornano di continuo, nonostante idratazione e calzature adatte;
  • sono presenti altre alterazioni, come desquamazione tra le dita, chiazze arrossate o unghie ispessite, che possono indicare una micosi o una dermatosi.

Diabete e problemi di circolazione. Le persone con diabete o con disturbi della circolazione periferica dovrebbero mostrare al medico qualsiasi fessura, anche piccola. In questi casi la sensibilità del piede può essere ridotta e una lesione trascurata rischia di evolvere in ulcera. Ispezionare i piedi ogni giorno e affidare la rimozione dei calli a un professionista sono le due regole di base. Lo studio italiano citato in precedenza sottolinea che trattare la secchezza aiuta a limitare complicanze come fessure, sovrainfezioni e ulcere.

FAQ – Ragadi ai piedi

Quanto tempo serve per far guarire le ragadi ai piedi?

Le ragadi superficiali migliorano in genere in una o due settimane di cura quotidiana. Quelle profonde richiedono più tempo e, se non migliorano entro due o tre settimane, vanno valutate da un professionista.

Le ragadi ai piedi sono contagiose?

No, le ragadi in sé non si trasmettono. Possono però essere associate a un’infezione fungina del piede, che invece è contagiosa e richiede un trattamento specifico indicato dal medico.

Si possono togliere le pellicine o la pelle dura con le forbici?

Meglio evitarlo. Tagliare la pelle in casa può allargare le fessure e aprire una via ai germi; la pelle dura va limata con delicatezza o rimossa dal podologo.

Meglio applicare la crema la mattina o la sera?

Entrambi i momenti sono utili. La sera la crema agisce più a lungo, perché il piede resta a riposo, mentre l’applicazione dopo la doccia sfrutta la pelle ancora umida.

I calzini di notte servono davvero?

Aiutano a mantenere la crema a contatto con la pelle e a proteggere le lenzuola. Vanno preferiti calzini di cotone, puliti e non stretti.